Abbiamo un problema?

Le regole delle primarie stanno sfuggendo di mano ai loro promotori, dice Michele Salvati sul Corriere della Serra.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. Articolo molto interessante. Personalmente, mi trovo particolarmente d’accordo con la frase “nessuno garantisce che i loro sostenitori, quelli che organizzeranno liste locali in loro favore, li sostengano per i motivi più caratterizzanti dei loro programmi”: questo è esattamente il motivo per cui ho inserito la “lealtà” tra i tre principi portanti del manifesto TRL che ho proposto (http://www.imille.org/2007/08/una_proposta_per_recuperare_al.html – a proposito: la seconda bozza è quasi pronta).

    E’ vero che queste non sono primarie, ma il problema resta: chi vota per una lista che sostiene Veltroni, e non è addentro alle logiche perverse della politica, si aspetta che poi il suo voto venga usato per sostenere la linea di Veltroni. Invece succederà che tanti verranno eletti “per Veltroni”, ma poi, avendogli dato il loro appoggio solo per assicurarsi un posto al sole, faranno della delega ricevuta l’uso che più gli conviene nei consueti giochi di potere: con il serio rischio di creare ancora più delusi dalla politica che andranno ad ingrossare i ranghi del qualunquismo. Ranghi dai quali la destra del tipo peggiore è bravissima a pescare.

  2. daniele,
    mi pare ci siano parecchi “fraintendimenti” sui compiti della famosa costituente. Non è un parlamento, ed esservi non porta chissà quali onori e glorie. Io la vedo (e non credo poi di sbagliarmi) come un congresso per il quale si eleggono i delegati. Solo che si fa in un modo nuovo, che permette almeno un poco ad altre realtà di entrare a fare parte del nascituro pd. Quindi tutti questi giochi di potere dei delegati in quanto tali … ci saranno per la composizione dei direttivi, ma questo al di là del segretario.
    Un difetto grande di tutto cio’ che ruota intorno alle primarie mi sembra anche dovuto al fatto che sembra di dover eleggere il parlamento. Anche (e soprattutto) da parte dei candidati che parlano come se dovessero andare subito a palazzo chigi. Mi piacerebbe parlassero di obiettivi a lungo periodo, di moralità nel partito e anche della sua organizzazione.

  3. Riccardo, sicuramente mettendo insieme l’elezione del segretario nazionale, quella della costituente, e quella dei segretari regionali, le regole hanno creato parecchia confusione. Ma, correggimi se sbaglio, l’assemblea prenderà decisioni importantissime sul nuovo partito: sui valori e principi fondamentali, ma soprattutto sulle regole del suo funzionamento interno. Quelle regole che determineranno la mappa del potere del nuovo partito, che potranno realizzare, o meno, quello che sembra il piano di molti apparatchik: cambiare tutto perché, per loro, nulla cambi. Veltroni promette che non sarà così, e molti voteranno per le liste a lui collegate fidando nelle sue parole. I giochi di potere a cui mi riferivo sono questi: come si è visto con queste “primarie”, le regole sono fondamentali per determinare gli equilibri interni al PD. Della sua organizzazione forse oggi si parla poco, in pubblico: ma io sono sicuro che, in privato, ne parlano eccome.

    Ciao

    Daniele

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