di Giuseppe Testa
Cari amici,
vorrei condividere con voi l’iniziativa degli scienziati europei che lavorano sulle cellule staminali e che oggi hanno diramato a tutto il mondo scientifico, a tutti i membri del Parlamento Europeo e agli organi di stampa il primo comunicato congiunto che fa il punto sulla ricerca in questo campo, e soprattutto sull’impatto che le legislazioni dei vari paesi stanno avendo su questa frontiera della moderna biologia e medicina.
Dirigo a Milano un laboratorio di ricerca sulla genetica delle cellule staminali, e mi occupo in parallelo delle implicazioni bioetiche, giuridiche e sociologiche della biotecnologia. Ho partecipato come membro di questi consorzi europei di ricerca alla stesura di questo documento, che e’ stato ripreso dall’ Unità in un articolato contributo di Carlo Flamigni (disponibile sul sito dell’associazione Luca Coscioni) sul Riformista e su Liberazione che oggi pubblica il testo integrale del nostro comunicato.
Vorrei condividerlo con voi, perché credo che la politica della scienza e della tecnologia sia uno dei temi centrali su cui si giocheranno le sorti riformiste del partito democratico, e quindi uno dei terreni cruciali su cui allenare “lo spirito de iMille”. In particolare, il documento europeo che vi allego si e’ focalizzato sui problemi che la situazione italiana e tedesca pongono allo sviluppo
di efficaci collaborazioni europee in tema di cellule staminali. Di seguito trovate la traduzione in Italiano della parte della dichiarazione che si riferisce all’Italia, e in PDF l’intero documento in Inglese, che sintetizza la situazione Europea della ricerca e fa un appello ai governi europei, in particolare a quello italiano e tedesco. Spero che questo contributo possa dare inizio a uno scambio sul blog su come questi temi andranno sviluppati nella dialettica del PD e su come iMille vogliono affrontarli.
Buona lettura
Giuseppe Testa
EUROSTEMCELL e ESTOOLS COMUNICATO CONGIUNTO SULLA SITUAZIONE IN ITALIA
La ricerca sulle cellule staminali è uno dei campi più dinamici e significativi della moderna biologia. Affronta le questioni fondamentali dello sviluppo degli organismi, consente di indagare i
meccanismi responsabili delle malattie e della tossicità da farmaci, e pone le basi per sviluppare terapie cellulari rigenerative per varie malattie. L’Europa ha una posizione di leadership nella ricerca sulle cellule staminali, grazie soprattutto a quelle collaborazioni trans-nazionali che sono una caratteristica unica e distintiva della ricerca europea.
In Italia è legale lavorare su linee di cellule staminali embrionali già derivate altrove da embrioni sovrannumerari, ma è illegale derivare nuove linee di cellule staminali embrionali. I nostri scienziati sono potenzialmente al passo dei colleghi europei nella ricerca sia sulle cellule staminali adulte che su quelle embrionali.
Tuttavia, la possibilità di lavorare legalmente in Italia sulle linee di cellule staminali embrionali è resa del tutto vana dalle politiche di finanziamento pubblico adottate dall’Italia: le risorse sono negate alle ricerche sulle cellule staminali embrionali e allocate unicamente alle ricerche su cellule staminali adulte. Questa discriminazione nei finanziamenti impedisce l’efficace collaborazione dei laboratori Italiani ai progetti europei ed è contraria allo spirito dei finanziamenti europei, che prevede che le risorse nazionali si affianchino a quelle europee nella promozione del progresso scientifico. Riteniamo naturalmente molto importante la decisione del governo Italiano di ritirare il proprio appoggio dall’iniziativa di alcuni paesi che mirava a bloccare i finanziamenti alle cellule staminali embrionali nell’ambito dei programmi quadro europei. Ma per restare competitiva in questo campo, e per sperare di essere in prima linea nei benefici sociali ed economici di questo tipo di ricerca, il governo Italiano deve agire anche sulla regolazione delle politiche di finanziamento.
Non vi è alcuna evidenza scientifica che permetta di distinguere la ricerca sulle staminali umane adulte da quella sulle staminali embrionali riguardo alla loro potenziale utilità nella cura di condizioni attualmente incurabili. Come è altresì emerso dagli incontri più recenti della comunità internazionale degli scienziati che si occupano di cellule staminali, da ultimo la conferenza in Australia tenutasi tra il 17 e il 20 giugno 2007 (5° conferenza della Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali), è importante non distinguere artificiosamente la ricerca sulle cellule staminali embrionali da quella sulle cellule staminali adulte e riconoscere che: – allo stato attuale delle cose non è possibile predire, per una data malattia, quale sarà la fonte più utile di cellule staminali – con tutta probabilità in futuro troveranno applicazione in clinica sia terapie derivanti dalle cellule staminali embrionali che da quelle adulte – il trasferimento alla clinica richiede la comprensione della biologia di base delle cellule staminali, la quale necessariamente include lo studio delle cellule staminali embrionali e del loro differenziamento – la biologia delle cellule staminali è una scienza singola; gli studi sulle cellule staminali embrionali ed adulte si completano e trovano vicendevolmente sostegno; sono entrambe essenziali per la comprensione della biologia fondamentale e delle potenziali applicazioni mediche.
I limiti al finanziamento che in Italia riguardano la sola ricerca sulle cellule staminali embrionali umane vanno contro le prove scientifiche e l’opinione della comunità scientifica internazionale.
Esortiamo il governo italiano a cambiare questa situazione, predisponendo un piano volto al sostegno del grande potenziale dell’Italia in questo ambito.
Giuseppe Testa (giuseppe.testa@ifom-ieo-campus.it)
Elena Cattaneo (elena.cattaneo@unimi.it)
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Putroppo quando persone che non sanno nulla né di cellule staminali né tanto meno di ricerca in generale, ragionano “con la panza” e alimentano solo un facile e semplicistico “furore mediatico”, finisce sempre male. Con la ricerca come con molte altre cose.
Se poi mettiamo il fatto che argomenti così “di nicchia” sono giudicati in base a presunti “valori cristiani” e dibattuti solo sul terreno ideologico, non possiamo sperare certo nel meglio.
Potranno mai la ragione e il ragionamento e non il turbinio mediatico affermarsi almeno su temi come questo? Ma è anche il bello della democrazia …. nel nostro caso combattere perché si distingua tra panza e ragione.
Certo, finchè gente che si appella ai valori cristiani organizza i festini con le signorine allegre, e il segretario del loro partito li scusa adducendo che sicuramente è perchè sentono mancanza della moglie… Meglio fare propri i valori “realmente” cristiani, come l’adoperarsi per il prossimo cercando di salvare anche solo una vita in più… O ci interessa maggiormente qualche cellula rispetto a migliaia/milioni di esseri umani potenzialmente guaribili?
Ci si nasconde dietro al dito della dignitá dell’embrione (per le cellule staminali???) per nascondere che il problema vero é che la Chiesa ha paura della capacitá dell’uomo di intervenire sulla vita. E non tanto perché questo potere puó essere usato male, ma perché a ogni passo avanti della scienza in tal senso corrisponde un ritrarsi dell’intervento divino sull’uomo.
Cosí come si cerca di screditare l’evoluzione si vuole demonizzare “il drastico illuminismo” degli scienziati che lavorano per sottrarre la conoscenza della vita al misticismo e al dogma religioso.
Stupisce il divario tra la realtà scientifica e le idee della politica.
Stupisce l’ostinazione ad inventarsi distinzioni artificiose, pur di mettere i bastoni tra le ruote.
Anche i più sprovveduti hanno capito che la ricerca sulle staminali è il futuro.
Il futuro però non interessa a nessuno, questo è il problema.
Grazie del bell’intervento. Penso che iMille dovrebbero mettere questo problema della ricerca sulle cellule staminali nel loro programma. E’ una battaglia concreta che dobbiamo portare avanti.
mah. io saro’ tardo, ma dell’articolo ho capito poco e niente. Il problema dei finanziamenti pro-staminali adulte e contro-staminali embrionali non mi e’ per nulla chiaro (a parte il solito malaffare italiano), e neppure le sue implicazioni. Onestamente preferivo un articolo piu’ divulgativo, cosi’ com’e’ lo trovo poco fruibile dal “pubblico”.