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Questa pagina contiene un singolo articolo del blog pubblicato il June 20, 2007 3:08 PM.

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Qualche idea sull'ispirazione cristiana

di Mario Adinolfi

Io provengo da un'esperienza formativa vissuta da giovanissimo in quella straordinaria palestra politica che è stato il cattolicesimo democratico, travasato poi nella storia del Partito popolare, che è un pezzo del futuro Partito democratico. Se vogliamo far sì che il Pd sia davvero un luogo fecondo di idee e non quel marasma di melma che appare essere oggi, noi dobbiamo tornare a scoprire le ragioni profonde per cui un segmento del cattolicesimo politico e una tradizione di radice socialista, possono decidere di fondersi in un'unica struttura politica.

La ragione è una sola: perché hanno molto in comune. E perché il cattolicesimo democratico non è stato mai negatore di libertà, se a questa libertà corrispondeva un deciso volere della cittadinanza. Proprio per questo si fregiava di quell'aggettivo "democratico", che è lo stesso che utilizzeremo semmai dovesse nascere il nuovo partito. La radice socialista contiene in sé più il concetto di "liberazione" (dalla schiavitù, dall'oppressione, dall'alienazione) che quello di libertà, che ha in nuce anche una dimensione propositiva. Liberi per fare che?

L'incrocio di queste tradizioni, di quello scudo che portava la parola "libertas" al centro e di quel pugno chiuso che era un gesto di liberazione attraverso la lotta, renderebbe sensato e fecondo e moderno lo stare insieme in uno stesso partito, ora che la libertà è un dato acquisito e la liberazione quotidiana abbiamo imparato a non farla discendere dai pugni.

A me piacerebbe che i Mille portassero con orgoglio la dimensione caratteristica di essere l'unico luogo della dialettica verso il Pd, dove chi crede al primato della famiglia e chi va a sfilare al Gay Pride possono stare tranquillamente fianco a fianco e condividere un tratto di strada insieme nel pieno rispetto reciproco. Da noi non esistono integralismi: la mia ispirazione cristiana (tutta politica, che sulla fede cado più volte di molti altri) non mi impedisce di essere a favore dei Dico, come in campagna elettorale mi sono detto a favore dei Pacs. E so che vengono comprese le mie ragioni quando allo stesso tempo mi dichiaro contrario al matrimonio omosessuale e ritengo che in un paese dove oltre sedici milioni sono le coppie sposate che compongono una famiglia, quando una legge finanziaria le ignora, anzi le tartassa, si compie una operazione politica fortemente antipopolare.

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Commenti (4)

E' assolutamente necessario che i laici tendano una mano ai credenti e vice versa. Nota bene, uso il termine 'credenti', perche' molteplici sono le fedi. Ti diro' di piu': non esiste persona che non abbia una tensione spirituale e che non ve ne ricavi una serie di valori. Il punto e' che, in politica, preferirei si agisse "etsi deus non daretur", cioe' "come se dio non esistesse" e penso che sia utlile al confronto politico discutere nel merito delle questioni, senza attribuirvi valenza religiosa, la quale dovrebbe far parte della sfera personale.
Le verita' di fede, in quanto verita' assolute, non consentono alcuna sintesi e favoriscono lo scontro: la mia verita' contro la tua.
Percio' sposo la tua idea di essere integralisti solo contro gli integralismi, ed estendo il tuo benvenuto a tutte le religioni e culture del mondo, nel momento in cui sono pronte a deporre le bandiere delle loro tante assolute verita'.

Anonymous:

Aiuto !!!! I mille saranno anche un progetto innovativo ma questo post non ha tanto aria di innovazione .... si parla di chi crede nel primato della famiglia da una parte e chi va al gay pride dall'altra (insieme ma diversi... come se chiedere il matrimonio per le famiglie gay minacciasse le famiglie etero ) e si difendono i dico .... che nessuno oggi vuole .... Bah....

angela:

D'accordo con il commento precedente. Perché chi "crede nel primato della famiglia" dovrebbe essere necessariamente diverso da chi sfila al Gay pride? Perché le coppie omosessuali non possono avere accesso al matrimonio o comunque ad un riconoscimento di diritti pari a quelli delle coppie sposate? E perchè si parla sempre di famiglie tartassate e non si pensa mai invece ai "single conviventi", le invisibili coppie gay che contribuiscono al fisco senza possibilità alcuna di avere accesso a sgravi e detrazioni?

massimo:

Condivido gli ultimi due commenti.
Non vedo niente di innovativo rispetto all'attuale stagnazione nell'essere a favore dei Dico o dei Pacs.
I Pacs sono stati introdotti 10 anni fa in Francia e già ora sono superati.
Ritengo che una forza laica, progressista e innovativa debba, sul tema della famiglia, portare avanti il discorso del matrimonio civile anche per le coppie omosessuali.
Il matrimonio civile (e distinguo volutamente dal discorso del matrimonio religioso che, giustamente, segue delle regole dettate dalla Chiesa o da altre autorità delle varie religioni) debba essere un diritto di TUTTI i cittadini, eterosessuali e omosessuali.
Questo discorso va portato avanti parallelamente a quello di un riconoscimento delle convivenze, anche esse per eterosessuali ed omosessuali, ma il riconoscimento delle coppie di fatto non deve essere alternativo al matrimonio per gli omosessuali, altrimenti si creerebbe veramente quello che la Destra bolla come un matrimonio di serie B riservato agli omosessuali.

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