di Luca Sofri
Allora: è successo questo. Molte delle persone coinvolte nell’invenzione della Proposta per il Partito Democratico, e nella sua sottoscrizione, hanno discusso ancora delle cose del PD e dei rischi che corre la sua nascita. Un po’ di loro si sono viste a Roma sabato, con l’intenzione di trovare il modo di mettersi in molti assieme a un’idea che riprendesse quelle preoccupazioni e quelle speranze. Ne è nato un progetto, una road map, che per ora vuole rimanere solo un progetto, una road map: per discutere sulle cose su cui potremo non essere d’accordo, ci sarà tempo. Ora è più il momento di agire su quelle su cui siamo d’accordo. Per spiegare meglio questa cosa, ci sarà un sito a momenti. Ma molti dei coinvolti hanno cominciato a raccontarla e a cercare di renderla una cosa di tutti. Qui lo fa Ivan Scalfarotto, qui Mario Adinolfi, qui Marco Simoni. Chi ci sta, può già scrivere qui
iMille.org – Direttore Raoul Minetti







“Mentre i famosi Dico veleggiano sicuri verso l’Isola che non c’è, anche il povero testamento biologico rischia di uscire dal novero delle opzioni possibili.Informano i giornali, con laconica sintesi che siccome i teodem della Margherita hanno da eccepire, la relatrice diessina, senatrice Bassoli, non è in grado di presentare un disegno di legge di maggioranza.
Orbene. Per quello che conta il mio voto (poco, ma per me tanto), credo sia giunto il momento di far sapere che se il Partito democratico nasce con i lacciuoli clericali attualmente in campo, non lo voterò. Perchè si capisce lo sforzo unitario, si capisce l’indefesso lavoro di compromesso, si capisce che siamo un paese di forti radici cattoliche, si capisce che da nessun partito di massa si può pretendere una perfetta coesione culturale: ma insomma, c’è un limite a tutto. Gli italiani laici e di sinistra, siano diecimila o dieci milioni poco importa, hanno il diritto di sentirsi rappresentati in Parlamento da una forza politica libera dai condizionamenti della Chiesa. E conosco perfino un paio di preti, e parecchi buoni cristiani, che la pensano esattamente come me: non vogliono vivere sotto la tutela morale della pur virtuosissima senatrice Binetti. Si pretende dai politici che parlino chiaro, ma anche gli elettori hanno il dovere di farlo: io non voterò mai per un partito nel quale i teodem abbiano questo evidente potere di ricatto. Fateci sapere. Grazie.”
E’ di Michele Serra. Su Repubblica del 14/6/07.
E’ anche la mia sentita e precisa idea.
Eppure sono una credente e “buona cristiana”.
Se non ce la fà Veltroni… che almeno ci aiuti Iddio!
Ciao a tutti, Nara.
ma perche’ testamento?
nel testamento si puo’ fare piu’ o meno quello che si vuole, qui no.
e poi se il testamento e’ mio perche’ lo scrive calabro’?
baci.
ketty