Mille ragioni per un Partito veramente Democratico

di Francesco Costa

Chi legge questo blog sa quanta speranza il sottoscritto riponga nella costruzione e nella nascita del Partito Democratico. Chi legge questo blog sa anche quanto ritengo necessario che il Partito Democratico si caratterizzi per un approccio alla politica che rompa gli schemi e le logiche correntizie del passato e del presente, che rappresenti un vero motore di cambiamento, che indichi la strada di un modo diverso di fare politica, più aperto, più libero, più democratico. Un partito che incentivi la partecipazione dei cittadini, un partito che liberi le energie delle persone, un partito ‘scalabile’, senza baroni e baronati.

Nonostante la buona volontà e la fiducia mia e di tanti altri, in queste ultime settimane è stato difficile non lasciarsi sopraffare dalla delusione e dallo scoramento. Alcune decisioni – dalla composizione del Comitato dei 45 ai rumors sulle regole per eleggere la Costituente – sono state un vero pugno nello stomaco; la chiusura ermetica della classe dirigente di Ds e Margherita è stata, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la conferma che questa classe politica è incapace di autoriformarsi e forse, come già avevo avuto modo di scrivere, lascia ogni tanto una finestra aperta (le primarie, la Costituente) un po’ per lavarsi la coscienza, un po’ per dire forse inconsciamente ai cittadini “pensateci voi, noi non siamo in grado di liberarci dal mostro che abbiamo creato”.

Ho sempre detto e scritto, anche e soprattutto da queste pagine, che nessuna critica può basarsi su basi solide se non è accompagnata da una proposta alternativa: l’alternativa al Partito Democratico costruito sulla spartizione Ds-Dl-Ulivisti, l’alternativa al Partito Democratico delle nomenklature, l’alternativa ad una classe dirigente che inciampa ad ogni passo ed è prigioniera di se’ stessa.

Bene, la notizia è che da oggi un manipolo di matti si candida a diventare alternativa.

La notizia è che oggi, dopo una riunione fiume iniziata alle 10 del mattino e conclusasi alle 18, e dopo settimane di frenetici scambi di email, un gruppo di persone motivate e piene nonostante tutto di entusiasmo e voglia di fare ha preso la decisione di fare un passo in avanti e di mettersi in gioco per cercare di fare della nascita del Partito Democratico un punto di svolta nella politica di questo paese.

Nella stanza in cui ci siamo riuniti c’erano esperienze, storie, passioni, talenti, competenze, capacità. C’erano persone diverse, provenienti da percorsi a volte lontani tra loro, che si sono incontrate: c’erano Ivan Scalfarotto e Mario Adinolfi, c’erano Carlo Fayer e Antonio Sofi, c’erano Maria Grazia Mattei e Emanuela Marchiafava, c’erano Valter Gallo e Carlo Traina, c’erano Giancarlo Bruno e Francesco Grillo, c’erano tanti e tanti altri ancora che non erano presenti col corpo ma c’erano col pensiero e la volontà di fare qualcosa insieme (penso soprattutto a Marco Simoni, ma anche a Giuseppe Civati). C’era, con tutti i limiti della sua esperienza ma con un entusiasmo limpido, anche chi vi scrive.

Oggi in quella stanza c’era la freschezza e la novità di quaranta persone che aspirano a diventare presto Mille, iMille. iMille che vogliono essere alternativa vera e credibile ad un modello di Partito Democratico che non gli piace, e che pertanto hanno deciso di candidarsi in tutta Italia alle elezioni della Costituente del Partito Democratico.

Ho parlato, dal vivo e in rete, con decine di persone che sebbene concordino sulla necessità di dare un orizzonte più ampio alle culture riformiste di questo paese, sono deluse e sfiduciate dal comportamento delle classi dirigenti di Ds e Margherita. Voglio dire a questi amici che da oggi, forse, una alternativa alla ricetta pre-confezionata del Pd esiste. Esistono iMille: Mille ragioni per desiderare un Partito veramente Democratico.

(parlano de iMille anche Mario Adinolfi, Alberto Biraghi di OneMoreBlog, il blog di Generazione U – segnalatemi altri post sul tema nei commenti)

Aggiornamento: io e Mario ci siamo telepaticamente trovati d’accordo su questa canzone, inno ideale de iMille. Ho come la sensazione che non dispiaccia neppure ad Ivan :-)
(dalla testata del blog: “Non dormivo e pensavo alla riunione fondativa della lista de iMille. “Non si può sempre perdere”. Poi mi è arrivata all’alba una email di Francesco su questa storia dell’inno. Aveva pensato alla stessa canzone. Perchè “il patto è stringerci di più”. Insomma. Mi sono addormentato e ho capito: certe luci non puoi spegnerle. E allora, che urlo sia.”)
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. Anche io, nel mio piccolo, ho provato a dire qualcosa. Vorrei semplicemente che voi possiate rispondere ad alcuni miei dubbi; probabilmente si tratta di punti o temi che affronterete nel blog, ma secondo me ancora molte cose vanno chiarite. Grazie in anticipo.

  2. Nando Biondini

    Troppo spesso vi dimenticate della cultura laica Repubblicana!!!

    Anch’io ho un’anima garibaldina.

    Partito Democratico per andare oltre

    Le difficoltà congressuali dei DS nel percorso verso il Partito Democratico, la mancanza di cultura di governo della sinistra radicale, i problemi interni della Margherita sui PACS e le discussioni sulla collocazione in Europa del PD evidenziano la necessità di accelerare un percorso di superamento dei precedenti riferimenti storici e politici. Pur nella consapevolezza che la storia non si cancella ma entra di diritto a far parte del bagaglio culturale di ogni forza politica, è indispensabile che sia DS che Margherita facciano un bagno di laicità, stemperando da un lato i legami alla dottrina marxista e dall’altro il condizionamento delle gerarchie cattoliche, per arrivare a definire un percorso di contenuti, e non solo di gerarchie, del nascente Partito Democratico. La Sinistra Radicale deve dal canto suo assumere un ruolo responsabile che le deriva dall’aver firmato un programma di governo e dall’aver designato propri rappresentanti nelle istituzioni dello stato, abbandonando massimalismi e comportamenti non consoni al ruolo assunto. Solo così si potrà dare vita ad una forza laicamente moderna ed in grado di raccogliere al proprio interno storie e culture diverse, da non utilizzare per pesare la propria presenza, ma per arricchire di contenuti la proposta politica. I Repubblicani Europei sono da anni al servizio dell’idea di un Partito Democratico e si offrono come punto di equilibrio e di sintesi fra le culture politiche, ruolo naturale che deriva da una storia di laicità, di rispetto delle istituzioni repubblicane, di europeismo convinto, di riformismo e di spirito di sacrificio.

    Nando Biondini – Movimento Repubblicani Europei

  3. Anche questo non sarebbe male come inno.

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